Orecchiette da Bali - Parte 3

Bali turismo opinioni

Testo di : Verticalife
Foto di : Verticalife
Pubblicato il : 20 Marzo 2014

Queste orecchiette le dedico al turismo "sociale" di Bali, si perché dopo qualche tempo, tra un'onda e un'altra onda, tra un tempio e un warung, tra i colori di un'alba e un tramonto denso, tra il mistico e il reale , ci si rende conto degli stereotipi frequentatori di quest'isola solare e piena (tralascio volontariamente le orde di turisti tradizionali e rinchiusi nella loro sfera protettiva fatta di bus condizionati e ombrelli gialli da inseguire).
Il primo stereotipo che non posso non citare è rappresentato dalle tante donne, ricercatrici instancabili di pace interiore, Women "Eat,pray and … Love".
Acquistato il volo dopo aver letto/visto il famoso libro/film autobiografia della scrittrice statunitense Elizabeth Gilbert, trascinate qui dalla moda turistica alla "Vanity Fair", da una sorta di ossessione beatleriana per la misticità di quest'isola, per lo yoga, la meditazione e la consulenza dei "sacerdoti", "curatori", "santoni" che vivono all'interno dei templi capaci di accarezzare, curare e finalmente donare quel senso di pace interiore tanto agognato, in grado di contrastare lo stress dei sempre più impetuosi ritmi occidentali.
Mai avrei pensato che un solo libro fosse in grado di creare tutto ciò, senza contare poi il film interpretato da Julia Roberts; viaggiatrici, downshifters, donne sole o gruppi di donne … sole, come se la Roberts fosse riuscita con la sua interpretazione a riaccendere in ognuna di loro un forte spirito di rinascita interiore, un senso di insoddisfazione da dover assolutamente colmare con un viaggio a Bali.

Bali turismo

Ecco poi spuntare il secondo stereotipo, necessario, immancabile, MEN "Into the wild":
la medesima sensazione del gentil sesso di cui sopra è facilmente riscontrabile nei molti, tanti, uomini…soli; ispirati dal libro/film biografia di Chris Mc Candless, giungono qui in cerca di onde, adrenalina, polli da spennare e birre a poco prezzo ( l'Alaska in fondo è troppo hard, perché complicarsi la vita quando c'è Bali, quando c'è il surf)
Poche settimane di dedizione ed ecco sparire le infradito da 2 euro, i piedi nudi, la tavola da surf che inizia a cedere, le magliette a sfibrarsi insieme ai capelli che ingialliscono sotto al sole, la barba incolta che funge da crema solare e per quelli che non hanno scelto la birra al posto delle onde, la felicità di un'onda solitaria all'alba e quella in compagnia di una tartaruga al tramonto non hanno prezzo.

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Ora, senza peli sulla lingua, provate a immaginare cosa succede quando una Woman "Eat, pray and … Love" dopo una lunga session di yoga e meditazione, incontra e si scontra con lo sguardo tronfio e piacente di un Man "Into the wild" appena uscito dal'acqua al tramonto.
In fondo si tratta di punti di vista, una meditazione silente e solitaria o un'onda liscia, vibrante e senza drop, non sono poi la stessa ricerca?
Per concludere, con una piccola e potente telecamera piazzata sulla testa, sulle spalle o tra le mani, ecco un punto di vista sintetico, digitale, verticale e leggermente acido del rolling staff Verticalife:

Bali Verticalife from Verticalife on Vimeo.

 

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