Nepal: Trekking nel Sagarmatha National Park

Report viaggio trekking in Nepal

Testo di : Verticalife
Foto di : Verticalife
Pubblicato il : 01 Dicembre 2015

Verso l'Everest, ad ammirare il tetto del mondo.
Ecco il motivo principale del nostro viaggio in Nepal. Un'immersione totale nell'outdoor delle lucenti vette himalayane.
Recuperato a Kathmandu quanto ancora necessario ("TIMS" - permesso di trekking, "Everest, Base Camp & Gokyo 1:50000" - mappa dell'area che attraverseremo e "Pyushu" depuratore dell'acqua in gocce) siamo pronti per l'avventura.
Due giorni di Kathmandu, per quanto affascinante sia, sono più che sufficienti per scatenare la voglia di fuggire da tutto questo traffico, smog e rumore cittadino. D'altronde non siamo certo venuti per apprezzare solo la cultura e la movida nepalese ma per ammirare la catena montuosa più famosa al mondo.
Per nostra scelta abbiamo deciso di intraprendere il trekking in autonomia, evitando guide e portatori, ma ci appoggeremo ai lodge per pasti e pernottamenti. Premetto che sia io che Sara abbiamo un buon allenamento ed esperienza in montagna, ciò nonostante non vi nascondo i nostri dubbi su questa nostra scelta. Sicuramente l'assenza di guida e portatori porta ad un mero vantaggio economico ma non è solo per questo o per mancanza di rispetto nei confronti del lavoro degli sherpa che abbiamo preso questa decisione. Le montagne in fondo sono sempre montagne, in tutto il mondo, i sentieri e le cartine si interpretano allo stesso modo, o no?
Qui andremo sull'Himalaya e supereremo più volte quota 5000m... come reagirà il nostro organismo e la nostra percezione della fatica rimane un incognita, un rischio... Se solo non avessi la testa dura che mi ritrovo, pronti, partenza, via!

Trekking in Nepal

Alle 8:00 siamo all'aeroporto dei voli interni, alle 9:30 è fissato il nostro decollo. Check in, peso e ritiro bagaglio, tutto si svolge come da prassi ma in stile molto nepalese. Prendiamo i biglietti e ci dirigiamo verso la sala di attesa. Notiamo con piacere che tutte le compagnie aeree che servono questa tratta sono posizionati nella "black list" europea. Tra queste anche la Tara Airways con cui abbiamo acquistato il volo.
Il cielo è sereno e siamo fiduciosi.. anche perché non abbiamo molta altra scelta! Ci sarebbe la possibilità di raggiungere a piedi Lukla (porta di accesso al parco) ma comporterebbe altri 7 giorni di cammino e noi non abbiamo tempo a sufficienza.
In sala di attesa ci sono per lo più gruppi organizzati con la propria guida ma si vede anche qualche intraprendente come noi. È il nostro turno, siamo in 12 e veniamo caricati su un pulmino che fa il giro della pista. Ecco che si ferma davanti al nostro velivolo.
Praticamente un altro pulmino ma con le ali! Beeello! Una sola fila di passeggeri a destra ed una a sinistra con corridoio in mezzo. Ci sediamo davanti, potrei bussare sulla spalla del capitano ed assistente di volo ma preferisco lasciarli concentrare sulla guida...

Viaggio trekking in Nepal

Ok è ora.. decollerà? Si? No? Va a Lukla sui ruotini del carrello? No, ci siamo, si alza! Mentre sale compie una virata stretta per posizionarsi sulla giusta rotta e wow! Ecco le cime dell'Himalaya che svettano dietro alle colline della valle di Kathmandu!
Per i 20 min di volo che susseguono stiamo incollati ai finestrini a contemplare lo spettacolo che ci viene offerto. Poi il velivolo perde quota, la valle su cui stiamo planando si stringe, ma dove vorrà atterrare?
Su quella striscia che sembra vada a sbattere contro un versante della vallata? Ebbene si! Devo dire che il comandante si è comportato da gran professionista: atterraggio perfetto!!! Confermo: volare su un trabiccolo così piccolo già di per se è emozionante, se poi aggiungi sullo sfondo il panorama immenso della catena Himalayana ed un atterraggio mozzafiato viene da piangere!
Inizia quindi il primo giorno di trekking: scendiamo dall'aereo e siamo immediatamente proiettati in una nuova dimensione. Niente più strombazzamenti nel traffico ma scampanellio delle mucche, niente aria fuligginosa ma una miscela di ossigeno puro e frizzante che mette subito di buon umore!
Oggi la tappa prevista è veramente poco impegnativa ma è ideale per ambientarci ed assorbire i nuovi ritmi a cui ci adegueremo per i prossimi 16 giorni. Il nostro cammino comincia a Lukla quota 2840 m e termina a Phakding, 2610 m. Un largo e ben tracciato sentiero lungo una decina di km ci porta con brevi saliscendi alla nostra meta.

Viaggi outdoor in Nepal

Lungo la strada incontriamo buoi nepalesi, portatori e gruppi di trekker al ritorno della loro avventura. Vorrei fermarli tutti per raccogliere impressioni ed informazioni utili. In realtà all'inizio così è stato ma poi ho dovuto rinunciare altrimenti ci saremmo trovati fermi ogni 100m! Ma anche senza parlare leggo chiaramente sui loro volti la serenità di chi ha respirato per giorni il potere di Madre Natura.
Durante il percorso, a partire da Lukla fino a Phakding, l'influenza del turismo ha lasciato evidenti segni. Wifi, marche famose di bevande e dolciumi, bancarelle di souvenir prefabbricati sono arrivati già da chissà quanto ma i sentieri sono puliti e curati.
Inoltre, incredibile ma vero, nessun mezzo motorizzato attraversa ancora queste splendide valli che vengono ancora rifornite di provviste e merci grazie alle instancabili gambe dei portatori e dai dorsi robusti di buoi e yak.

Viaggi trekking in Nepal

Spero quindi di assistere ad uno sviluppo ecocompatibile che porti sostentamento e migliore qualità di vita alla popolazione locale, gli sherpa.
Ci fermiamo in un bel lodge in centro a Phakding, davanti sulla terrazza c'è un australiano sulla cinquantina con cui incominciamo a parlare. Era la 4ª volta nel parco dell'Everest e la 12ª in Nepal per trekking. Direi un vero esperto del luogo! Fino a quel momento mi sentivo un pó rigido, come impaurito da ciò che effettivamente ancora non conosciamo. Ma con lui e Sara al tavolo, di fronte alla cartina dettagliata dei sentieri, finalmente comprendo: abbiamo innanzi a noi un immenso terreno di gioco con cui confrontarci. Ora tocca a noi!
Sistemiamo gli zaini nel lodge: dopo averne sentito parlare tanto è la prima volta che ci troviamo all'interno. Sono strutture semplici, generalmente a due piani, alcune di più ed altre meno curate. Al pian terreno si trova la cucina e la dining room, gli unici locali riscaldati, mentre al primo piano si trovano le camere da letto, solitamente a 2 posti, con i bagni in comune.
I gestori si rivelano molto gentili, siamo gli unici due clienti per la sera. Dopo il terribile terremoto dell'aprile 2015 la frequentazione del parco è scesa al 25% dell'utenza normale degli anni passati. Fortuna nostra e sfortuna per la gente locale, temo...

Report di viaggio trekking in Nepal

Prima di cena ci concediamo una breve escursione fino al monastero, in posizione panoramica sulla valle. È divertente spiare i giovani monaci giocare a pallavolo sullo spiazzo di fronte al monastero, che assume più un'aria di college che di meta religiosa.
Dopo una giornata trascorsa in pantaloncini e maglietta, il tramonto ci ricorda dove siamo, ai piedi delle più alte vette della terra, e il freddo inizia ad essere pungente. Cena con Dal-Bhat e nanna non più tardi delle 21.
Un misto di timore ed eccitazione ci accompagna: chissà cosa ci attenderà per le prossime 2 settimane, nel girovagare su queste terre per noi ancora misteriose!

Nepal: trekking Sagarmatha

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