Dormire in Tenda e Bivacco

Testo di : Ambra Pidroni (World's Path)
Foto di : Giorgio Basile (Verticalife)
Pubblicato il : 24 Marzo 2015

Per la serie outdoor addiction, non potevano mancare i migliori consigli per trascorrere il tempo tra un'attività e l'altra, le lunghe o brevi notti che intervallano una scalata e un trekking, una corsa ed un giro in bici.
La nostra voglia di stare all'aria aperta, infatti, non finisce mai, ed il fatto di dover dormire – ogni tanto bisogna pur riposare! – non implica necessariamente rientrare sempre alla base, a casa.
Anzi, le migliori avventure sono quelle che non si concludono con il calar della sera, che continuano sotto la luna e le stelle, quando il cielo si fa buio e tutto cambia.

I migliori compagni di ogni avventura più lunga di un giorno, infatti, sono la nostra tenda ed il sacco a pelo, immancabili amici di ogni esploratore. Una notte all'aperto, separati dalla natura solo dai leggeri strati della tela della nostra tenda, è il modo migliore per concludere una giornata e cominciarne un'altra.
Immaginate la giornata: partenza di buona mattina, lungo trekking con pranzo al sacco, arrivo in quella verde vallata vista in qualche foto o in un'uscita precedente, sull'erba soffice, si monta la tenda, si accende il fuoco, una cena spartana ma gustosissima, miliardi di stelle sopra le nostre teste e magari una bella passeggiata al chiaro di luna.

Poi ci si trova anche in situazioni più difficili, quando piove ad esempio, ed il falò non si accende perché la legna è bagnata e l'acqua minaccia di entrare in tenda, o quando i picchetti non ne vogliono sapere di entrare nel terreno secco e pietroso, o, ancora, quando di soffice erba non c'è traccia e neanche il materassino basta a rendere confortevole la pietra che sicuramente avrete sotto la schiena. Insomma, bisogna saper scegliere, ma il divertimento è comunque sempre assicurato, basta un po' di sano spirito di adattamento.

E la cosa bella è che non è così difficile fare un'esperienza del genere. Prendiamo la Valle Stretta per esempio, qualche chilometro dopo Bardonecchia, a meno di un'ora di autostrada – poco più se optiamo per la statale - da Torino. Un posto meraviglioso di cui sono profondamente innamorata.

Già in primavera, nei primi weekend più caldi, cominciano a spuntare le prime tende qui e là, in questo luogo davvero speciale, con il suo fiume che scorre e le alte Alpi che sovrastano le teste praticamente in ogni direzione. E poi, per i più viziati, due magnifici rifugi che vi offriranno pasti eccezionali e, se proprio non potete farne a meno, un bel letto caldo.

Ma la Valle Stretta è solo una delle tante opportunità.
Ed anche l'estate è solo una delle tante opportunità.

Sì, perché se è vero che in inverno dormire in tenda diventa davvero impegnativo, da una parte per i costi proibitivi dell'attrezzatura a prova di freddo, dall'altra perché ci vuole una buona tempra e molta esperienza per dormire all'aperto in montagna, le nostre Alpi ci offrono altre validissime alternative.
Tralasciando i molti rifugi a quote medio-basse, che grazie all'accessibilità facilitata dalle strade percorribili quasi sempre o ad ottimi collegamenti con le motoslitte, restano aperti tutto l'anno, c'è ancora un'altra ottima alternativa: i bivacchi.

Bisogna dire, però, che il bivacco, al contrario della tenda, non è proprio per tutti. Vi chiederete perché, visto che a primo impatto sembra una situazione più confortevole, ma pensate in primo luogo a come si raggiunge un bivacco: difficile trovarne in luoghi facilmente accessibili, altrimenti sarebbero gestiti tutto l'anno – qualche eccezione c'è, basta guardare al bivacco a Punta dell'Aquila.

E se anche riuscite a raggiungerli vi ritroverete di fronte ad altre difficoltà: il freddo, perché per quanto i locali possano essere riscaldati, non saranno mai caldi; la neve ed il ghiaccio, quelli accumulati davanti alla porta o che magari hanno proprio sommerso l'edificio. Insomma, raggiungerli è solo la metà del lavoro.

Ma c'è una cosa che vi posso garantire, un risveglio in bivacco, con le gambe un po' indolenzite dai chilometri percorsi il giorno precedente, con l'aria frizzante e magari l'odore di fumo della stufa, l'alba fuori ed i primi raggi di sole che illuminano tutto di sfumature incredibilmente rosse, una colazione con tè caldo e biscotti, è la miglior cura per qualsiasi stress cittadino.

E vi dirò di più, i bivacchi sono solitamente gratuiti, magari è richiesta un'offerta per contribuire alla manutenzione o alle spese di elettricità – sempre a patto che ci sia – e l'unico obbligo è lasciare il posto pulito e ordinato come lo si è trovato, anche meglio se possibile.

Quindi, volete passare una notte diversa dal solito, dallo spirito avventuriero, a costo zero o poco più, che vi farà tornare bambini e vi regalerà un relax a cui non siete davvero abituati? Procuratevi una tenda, un buon sacco a pelo, scarponcini ed una cartina e mettetevi in marcia, e se è ancora freddo, andate alla ricerca di qualche bivacco

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